Difesa personale: cosa dicono davvero i dati
«Il novanta per cento degli scontri finisce a terra.» È la frase che ha venduto il jiu-jitsu al mondo, viene da uno studio vero, e non dice quello che tutti ripetono. Qui ci sono i numeri, le fonti e i limiti di ciascuno.
BJJ Square · Aggiornata il 21/09/2026
Il dato più citato del settore, e cosa diceva davvero
La fonte è un'analisi della polizia di Los Angeles sul 1988, curata dal sergente Greg Dossey. Su 316.525 arresti furono compilati 5.617 rapporti di uso della forza (l'1,7%), di cui 2.031 riguardavano un'alterazione fisica vera e propria.
Da lì escono due numeri diversi, e la confusione nasce dall'averli sovrapposti:
- 95%: la quota di alterazioni che rientrava in cinque schemi ricorrenti già noti. Non è la percentuale di scontri finiti a terra.
- 62%: la quota di alterazioni che finiva con agente e soggetto a terra, con l'agente che applicava una leva e ammanettava.
Sessantadue per cento non è novanta, e soprattutto riguarda poliziotti che devono ammanettare qualcuno: il loro obiettivo è portare a terra e immobilizzare. Un civile che vuole andarsene ha un obiettivo opposto. Il dato resta interessante, ma non è trasferibile così com'è.
Nota Un secondo rilevamento, un sondaggio di Calibre Press del 2003 su circa 1.400 agenti, dice che il 52% aveva subito tentativi di essere portato a terra, che il 60% di quei tentativi riusciva, e che il 77% di chi finiva a terra restava in lotta ravvicinata.
Il caso Marietta: numeri veri, disegno debole
Il dipartimento di polizia di Marietta, in Georgia, ha reso obbligatorio il BJJ per le nuove assunzioni e ha pubblicato i risultati del 2020, confrontando gli agenti che seguivano il programma con quelli che non lo seguivano:
- −48% di infortuni agli agenti negli interventi con uso della forza
- −53% di infortuni alla persona arrestata quando è stata usata la forza
- −23% di ricorso al taser
⚠️ Non è uno studio randomizzato. Chi frequenta il programma si è iscritto da solo: può essere più giovane, più in forma, più motivato. Sono numeri pubblicati da un'amministrazione, non da una rivista scientifica, e vanno letti come un'indicazione forte — non come una prova.
L'unico esperimento serio sull'autodifesa
Sull'efficacia dell'addestramento all'autodifesa esiste uno studio randomizzato pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2015 (Senn e colleghi), condotto su 899 studentesse di tre università canadesi. Il programma, chiamato EAAA, dura dodici ore ed è diviso in quattro parti: valutare il rischio, superare le esitazioni a reagire, agire — e la salute sessuale nelle relazioni.
A un anno di distanza, la percentuale di chi aveva subito uno stupro era 5,2% nel gruppo formato contro 9,8% nel gruppo di controllo: circa la metà.
Il dettaglio che quasi nessuno cita: delle dodici ore, solo due erano tecnica fisica. Il resto era riconoscere il rischio presto e superare la resistenza psicologica a reagire contro qualcuno che si conosce. È la ragione per cui questa pagina esiste: la parte che funziona di più non è quella che si vende meglio.
Cosa non sappiamo
- Non esiste nessuno studio che confronti praticanti di BJJ e non praticanti sugli esiti di aggressioni nella vita civile. Chi te lo cita, se lo è inventato.
- I dati di polizia non si trasferiscono automaticamente. Un agente vuole immobilizzare; un civile di solito vuole andarsene.
- Nessun numero dice quanto allenamento serve. Non esiste una soglia misurata di mesi o di lezioni.
Le fonti di questa pagina: l'analisi dei dati della polizia di Los Angeles pubblicata sul *Journal of Non-lethal Combatives* (2007), il sondaggio Calibre Press del 2003, il comunicato del Comune di Marietta dell'8 febbraio 2021 e lo studio Senn et al. sul *New England Journal of Medicine* (2015). Il quadro d'insieme è qui.
Domande frequenti
- È vero che il 90% degli scontri finisce a terra?
- No, e il dato originale non ha mai detto questo. Nello studio della polizia di Los Angeles del 1988 il 62% delle alterazioni finiva a terra, e riguardava agenti il cui obiettivo era immobilizzare e ammanettare.
- Ci sono prove che il BJJ riduca gli infortuni?
- Ci sono dati di dipartimenti di polizia, come Marietta, che mostrano riduzioni importanti fra chi segue il programma. Non sono studi randomizzati: chi partecipa si auto-seleziona.
- Un corso di autodifesa serve davvero?
- Un programma strutturato sì, ed è documentato da uno studio randomizzato del 2015: dimezzava il rischio a un anno. Ma la parte fisica era solo due ore su dodici.
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