Tigna, herpes e impetigine: le infezioni della pelle nel grappling

È l'argomento che nessuno affronta volentieri, ed è quello che ti fa bocciare al controllo di una gara. Ecco cosa è misurato, cosa è consuetudine e cosa nessuno ha mai studiato.

BJJ Square · Aggiornata il 11/08/2026

Attenzione Questa pagina descrive dati epidemiologici e regolamenti, non è una guida alla diagnosi o alla cura. Una lesione della pelle la valuta un medico: qui trovi quanto è diffuso il problema e come funzionano le regole di rientro, non cosa metterci sopra.

Nel grappling la pelle è un'interfaccia di lavoro: sta a contatto con altre persone e con il tatami per ore. Le infezioni cutanee sono un problema documentato, e nel jiu-jitsu se ne parla poco per una ragione precisa — quasi tutta la ricerca è stata fatta sui lottatori, non sui praticanti di BJJ.

Quanto sono diffuse

Una revisione sistematica su 4.818 lottatori riporta una prevalenza aggregata di tinea gladiatorum — la tigna — del 34%, con una variabilità enorme fra studi (dal 2,4% al 90%). L'agente quasi esclusivo è un fungo che si chiama *Trichophyton tonsurans*: 92% degli isolamenti.

Nella sorveglianza universitaria americana sulla lotta, su 78.720 esposizioni, le infezioni cutanee risultano 14,2 ogni 10.000. La sorpresa è quale sia la più frequente: non la tigna, ma l'herpes — il 41% di tutte le infezioni registrate. Le batteriche, impetigine compresa, sono il 26%.

Nota Un dato che dice molto sull'organizzazione: il 65% delle infezioni si concentrava in appena cinque squadre-stagione. Non è un rischio distribuito in modo uniforme: dipende moltissimo da come è gestita la palestra.

Perché l'herpes preoccupa più della tigna

  • È la più frequente nei dati disponibili.
  • Non se ne guarisce: resta nell'organismo e può ripresentarsi. Le società mediche degli sport da combattimento scrivono che gli avversari dovrebbero sapere che il contagio comporta possibili recidive per tutta la vita.
  • Non è mascherabile: per la tigna trattata i regolamenti permettono di coprire la lesione, per l'herpes attivo no.

Il tatami c'entra meno di quanto si creda

Sembrerebbe ovvio dare la colpa al tappeto, ma i dati la raccontano diversamente. La contaminazione da funghi misurata sui tatami è intorno al 5% dei campioni, e soprattutto le lesioni compaiono su tronco, viso e cuoio capelluto — non sulle gambe, che sono la parte a contatto costante col tappeto. La via principale resta il contatto pelle-pelle.

Attenzione ⚠️ Nessuno studio ha mai quantificato quanto pesi ciascuna delle due vie. E nessuno studio ha mai misurato la contaminazione dei tatami in una palestra di BJJ: i dati vengono tutti dalla lotta.

Cosa funziona davvero, misurato

Uno studio pubblicato sul *Journal of Athletic Training* ha misurato la carica batterica sui tatami durante veri incontri, confrontando prodotti e procedure:

  • Gel alcolico per le mani prima di ogni incontro: −78% di carica batterica sul tappeto. È l'intervento singolo più efficace misurato.
  • Disinfettanti ad azione residua: −63% rispetto a quelli che agiscono e basta, e fino a −76% durante una giornata di gara.
  • Passare il mocio all'indietro, senza ricamminare sul bagnato: i batteri portati dalle scarpe scendono a un decimo.
  • Le vaschette lavapiedi non hanno funzionato: l'effetto veniva annullato dall'asciugamano comune usato subito dopo.

Nota La misura con il grado di evidenza più alto nelle raccomandazioni della National Athletic Trainers' Association è la più banale: non condividere asciugamani, attrezzatura, borracce e rasoi. La pulizia quotidiana dei tatami, che è la raccomandazione più ripetuta ovunque, è invece classificata dalla stessa associazione al livello di evidenza più basso — consenso di esperti, non dati.

Le regole per tornare sul tatami

Nel jiu-jitsu il regolamento IBJJF è sorprendentemente poco prescrittivo: dopo la pesatura un ispettore controlla la pelle, e chi ha lesioni deve presentare una dichiarazione medica che attesti che non sono contagiose. L'ultima parola spetta al medico di gara. Non è previsto nessun periodo minimo di trattamento.

Nella lotta scolastica americana, invece, i tempi sono scritti: 72 ore di trattamento per la tigna sulla pelle, due settimane per il cuoio capelluto, dieci giorni per un primo episodio di herpes. Sono criteri di un altro sport e di un altro paese, ma danno un'idea dell'ordine di grandezza — e di quanto il jiu-jitsu si affidi al singolo medico.

Attenzione ⚠️ La società medica che copre esplicitamente anche il jiu-jitsu dichiara che le proprie raccomandazioni sono un'estrapolazione da quelle di altre federazioni, che «l'evidenza empirica per queste raccomandazioni non è disponibile» e che tutti gli studi disponibili sono stati condotti su lottatori. Le regole ci sono; i dati che le sostengono, molto meno.

La cosa più utile che puoi fare

Se hai una lesione della pelle di cui non sai niente, il gesto giusto non è coprirla per allenarti: è farla vedere e restare fuori finché non sai cos'è. Vale per te, e vale per le altre venti persone con cui ti alleni.

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Domande frequenti

Quanto sono diffuse le infezioni della pelle nel grappling?
Una revisione sistematica su 4.818 lottatori riporta una prevalenza aggregata di tigna del 34%, con grande variabilità fra studi. Nella sorveglianza universitaria americana l'infezione più frequente risulta però l'herpes, con il 41% dei casi registrati.
Si prende la tigna dal tatami?
Il tatami può fare da vettore, ma la contaminazione misurata è intorno al 5% dei campioni e la distribuzione delle lesioni — tronco, viso, cuoio capelluto — indica il contatto pelle-pelle come via principale. Nessuno studio ha quantificato il peso relativo delle due vie.
Cosa serve per rientrare dopo un'infezione della pelle?
Nel regolamento IBJJF serve una dichiarazione medica che attesti la non contagiosità, e decide il medico di gara; non è previsto un periodo minimo di trattamento. Altri sport, come la lotta scolastica americana, fissano invece tempi precisi.
Quali misure di prevenzione funzionano davvero?
Fra quelle misurate: gel alcolico per le mani prima di ogni incontro (-78% di carica batterica sui tatami), disinfettanti ad azione residua e passare il mocio all'indietro. Non condividere asciugamani e attrezzatura è la raccomandazione con il grado di evidenza più alto.
Esistono studi sulle infezioni cutanee nel BJJ?
No. Tutta la ricerca disponibile è stata condotta su lottatori e, in misura minore, judoka. Non esiste alcuno studio di prevalenza su praticanti di Brazilian Jiu-Jitsu.

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