
Cinque regole per uno stretching che funziona
Vorresti lavorare su stretching e mobilità ma non sai da dove partire? Queste sono le cinque cose che decidono se una sessione serve a qualcosa.
Giuseppe Prencipe · Aggiornata il 02/09/2026
La mobilità è fondamentale sia per avere una buona guardia che per passare al meglio e recuperare prima. Ma una sessione fatta male non è una sessione a metà: è tempo perso, e a volte un infortunio.
Ecco le cinque regole che applico e che faccio applicare.
1. Scaldati prima
Inizia la sessione con un riscaldamento di almeno cinque minuti: corsa, corda, vogatore, quello che vuoi. Faciliterai l'afflusso di sangue ai muscoli ed eviterai infortuni.
Un muscolo freddo non si allunga: si difende. Cinque minuti sono il minimo, non l'obiettivo.
2. Niente fretta
Non avere mai fretta nella pratica. Cerca un momento tranquillo, magari lontano dall'allenamento, in cui hai tempo a sufficienza.
Entra nella posizione lentamente e aumenta l'ampiezza in modo progressivo. Alla fine diminuisci la tensione poco alla volta per uscire dalla postura: uscire di scatto annulla buona parte di quello che hai appena fatto.
3. Respira, e respira in un modo preciso
Nello stretching la respirazione è fondamentale. Va fatta con una cadenza da 1:3 fino a 1:5:
- inspirazione profonda e veloce, dalle narici;
- espirazione con la bocca socchiusa, lenta e controllata, da tre a cinque volte più lunga dell'inspirazione.
È il respiro a dire al corpo che può lasciare andare. Se ti accorgi che stai trattenendo il fiato, sei andato oltre: torna indietro finché non riesci a respirare così.
4. Il tempo lo decide il corpo, non il cronometro
La posizione non va tenuta trenta secondi. Va tenuta il tempo necessario a percepire l'allungamento.
Quando sei in posizione, ascoltati: sentirai un momento in cui la muscolatura inizia a «cedere». Quello è il momento di restare ancora qualche istante. Contare fino a trenta e uscire, spesso, vuol dire alzarsi un attimo prima che succedesse qualcosa.
5. Mai arrivare al dolore
Il dolore è un segnale negativo per il corpo: quando lo avverte si mette in allarme, e un corpo in allarme si irrigidisce — l'opposto di quello che stai cercando.
Durante lo stretching non devi mai arrivare alla sensazione dolorosa, ma solo a un segnale di allungamento. E meglio una sensazione di allungamento diffusa che un dolore acuto in un unico punto: quel punto ti sta dicendo che stai tirando dove non dovresti.
Ricorda che puoi sempre adattare la postura alle tue esigenze.
Attenzione Queste sono indicazioni di pratica, non indicazioni mediche. Un dolore che si ripresenta sempre nello stesso punto, o un infortunio in corso, non si risolve con lo stretching: si fa vedere a un fisioterapista o a un medico dello sport.
Quando, e quanto
- Dopo l'allenamento, o in un momento separato della giornata. Prima della lezione servono movimenti attivi e brevi, non allunghi tenuti a lungo.
- Dieci minuti, tre volte a settimana. Meno di quanto pensi di dover fare, e sufficiente per un cambiamento misurabile in un paio di mesi.
- Due o tre posizioni, sempre le stesse. Cambiare esercizi ogni volta impedisce di accorgersi dei progressi.
- Segna dove sei arrivato. Una foto ogni tre settimane dice quello che la sensazione del momento non dice.
Applica queste regole alle tue sessioni e vedrai un miglioramento netto nella tua mobilità.
Da leggere prima
Se stai ancora decidendo se lo stretching fa per te, parti da qui: «Sono troppo rigido per fare yoga».
Trova una palestra vicino a teDomande frequenti
- Quanto va tenuta una posizione di stretching?
- Non un tempo fisso. Va tenuta finché non si percepisce la muscolatura cedere, e qualche istante in più. I trenta secondi sono una convenzione, non una regola: a volte arrivano prima di quel momento, a volte dopo.
- Come si respira durante lo stretching?
- Con un rapporto da 1:3 a 1:5: inspirazione profonda e veloce dal naso, espirazione lenta e controllata a bocca socchiusa, da tre a cinque volte più lunga. Se stai trattenendo il fiato, sei andato troppo in là.
- Bisogna scaldarsi prima di fare stretching?
- Sì, almeno cinque minuti di attività leggera: corsa, corda, vogatore. Un muscolo freddo non guadagna ampiezza, si difende, ed è il modo più comune di farsi male allungando.
- Lo stretching deve fare male?
- No. Il limite è la sensazione di allungamento, non il dolore. Il dolore mette il corpo in allarme e lo irrigidisce, quindi lavora contro l'obiettivo. Un dolore acuto in un punto solo è un segnale di fermarsi.
- Meglio fare stretching prima o dopo l'allenamento di BJJ?
- Dopo, o in un momento separato della giornata. Prima della lezione servono movimenti attivi e brevi; gli allunghi tenuti a lungo su muscoli non pronti, subito prima di lottare, non aiutano.
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