
Perché si chiama ezekiel
Lo strangolamento con la manica porta il nome di un judoka che nel jiu-jitsu era solo di passaggio. Non ha inventato niente: ha portato dentro una cosa che qui non usava nessuno.
BJJ Square · Aggiornata il 10/08/2026
Fine anni Ottanta. Ezequiel Rodrigues Dutra Paraguassú è un judoka della nazionale brasiliana e si sta preparando per le Olimpiadi di Seul 1988. Il suo punto debole è il lavoro a terra, e per migliorarlo va ad allenarsi dove a terra sono i più forti di Rio: l'Academia Carlson Gracie.
Le guardie dei jiujiteros non riesce a passarle. Allora, mentre l'avversario tira guardia, usa una cosa che nel judo è ordinaria amministrazione: il sode guruma jime, lo strangolamento con la manica. Funziona. Funziona anche contro le cinture nere di casa, che quella presa non l'avevano mai vista.
In palestra cominciano a chiamarla «*a do Ezequiel*» — quella di Ezequiel. Poi solo Ezequiel. Poi, passando per l'inglese, ezekiel.
La tecnica non è sua
Il sode guruma jime è nel repertorio del judo da molto prima di lui, e su questo tutte le fonti serie concordano: Ezequiel non ha inventato la strangolazione, l'ha importata. Ed è esattamente la ragione per cui gli funzionava così bene — in quella palestra non la conosceva nessuno.
È il motivo per cui la frase «il creatore del golpe Ezequiel», che si legge spesso, andrebbe corretta. Non è un dettaglio da pignoli: cambia la storia da «un uomo inventa una presa» a «due discipline si incontrano e una impara dall'altra», che è molto più vicino a quello che è successo davvero.
Cosa non sappiamo
- L'anno preciso. Le fonti brasiliane dicono genericamente «anni Ottanta». Paraguassú ha partecipato a Seul 1988 e a Barcellona 1992.
- Chi coniò materialmente il nome. Un compagno, un istruttore, l'ambiente in generale: nessuno lo documenta.
- Se sia vero il dettaglio più bello. Si racconta che Paraguassú si sia trasferito all'estero e abbia ignorato per quasi vent'anni che una strangolazione portasse il suo nome, scoprendolo solo al rientro in Brasile. Ha una fonte sola e nessuna conferma: bella storia, non un fatto.
Perché questa storia conta
L'ezekiel è il caso più limpido di una regola che nel jiu-jitsu si ripete: le tecniche entrano da fuori, e prendono il nome di chi le ha portate dentro. Ezequiel era un ospite, veniva da un altro sport, si allenava lì per qualche mese e per un obiettivo suo. Se ne è andato lasciando una parola che oggi si usa in tutto il mondo.
Nota Nel judo, quella presa, si chiama ancora sode guruma jime. Le due discipline convivono da un secolo e usano due nomi diversi per la stessa cosa: è la traccia più visibile di quanto poco si parlassero.
Le altre parole che sentirai in palestra, spiegate una per una: Glossario del BJJ.
Domande frequenti
- Chi era Ezequiel Paraguassú?
- Un judoka brasiliano nato nel 1963, della nazionale e del Flamengo, che ha partecipato alle Olimpiadi di Seul 1988 e Barcellona 1992. Non era un praticante di jiu-jitsu.
- Chi ha inventato l'ezekiel?
- Nessuno nel jiu-jitsu. È il sode guruma jime del judo, una tecnica standard. Paraguassú l'ha portata nell'ambiente del BJJ, dove non era in uso.
- Perché si chiama così se non l'ha inventata lui?
- Perché in palestra la chiamavano «quella di Ezequiel» per distinguerla, e il modo di dire è rimasto. Nel jiu-jitsu il nome certifica quasi sempre chi la usava, non chi l'ha creata.
- Come si scrive, ezekiel o ezequiel?
- In portoghese è Ezequiel, come il nome della persona. La grafia «ezekiel» è la versione anglosassone che si è diffusa nel resto del mondo.
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