
Perché si chiama gogoplata
«Gogó», in brasiliano, è il pomo d'Adamo. Il resto della parola è un pezzo staccato da un'altra parola — e non significa quello che tutti credono.
BJJ Square · Aggiornata il 10/08/2026
Il nome è descrittivo e composto. Gogó è il pomo d'Adamo, la gola: il punto esatto dove arriva la tibia. «-plata» è preso in prestito da omoplata. Messi insieme fanno «quella cosa lì, ma sulla gola».
Il suffisso che non significa niente
In *omoplata* «-plata» non è una parola: è la fine di scapola. Qualcuno l'ha staccata e riusata, e nel gergo è diventata un modo per dire «sottomissione di quella famiglia». Da lì gogoplata, baratoplata, tarikoplata, marceloplata, locoplata.
Nota Chi traduce «-plata» come «leva al braccio» — e capita anche a fonti autorevoli — ripete un errore. *Plata* da solo, in spagnolo, vuol dire argento, e con le leve articolari non c'entra niente.
Nel judo esisteva, con un nome migliore
Si chiama kakato-jime: «strangolamento di tallone». La codificò Mikonosuke Kawaishi nel suo *My Method of Judo*, e una tecnica affine — l'*hasami-jime* — è dimostrata da Kyuzo Mifune nel film *The Essence of Judo*.
Un libro e una pellicola d'epoca: è la parte meglio documentata di tutta questa storia, e l'unica su cui non serve fare congetture.
Il nome giapponese indica il tallone; nella versione che si vede oggi la pressione arriva più spesso dalla tibia. Sono due gradazioni della stessa idea — infilare una gamba fra il proprio corpo e la gola dell'avversario — e il fatto che due discipline ci siano arrivate separatamente dice qualcosa su quanto fosse inevitabile.
Chi rivendica cosa
Nino Schembri sostiene di aver inventato la gogoplata e di averla mostrata a Renzo Gracie intorno al 2000, usandola poi in gara a San Paolo. Nella stessa intervista accusa Eddie Bravo di avergli preso le posizioni per metterci sopra dei nomi.
È una dichiarazione diretta e va riportata come tale. Ma il *kakato-jime* di Kawaishi, che è del secolo scorso, rende difficile parlare di invenzione: più probabile che si tratti di una riscoperta, che nel jiu-jitsu è successo decine di volte.
Cosa non sappiamo
- Chi coniò la parola «gogoplata». Nessuna fonte lo dice, e nessuno la rivendica.
- Quale sia stata la prima in competizione. Circolano due date per l'MMA — 1997 e 2005 — riportate da una fonte sola e non confermate altrove.
Le altre parole che sentirai in palestra, spiegate una per una: Glossario del BJJ.
Domande frequenti
- Cosa vuol dire gogoplata?
- «Gogó» in portoghese brasiliano è il pomo d'Adamo, la gola. «-plata» è la parte finale di omoplata, riusata come suffisso. Il nome indica il punto dove agisce la presa.
- La gogoplata esiste nel judo?
- Sì, con il nome di kakato-jime, «strangolamento di tallone», codificata da Mikonosuke Kawaishi. Una tecnica affine è dimostrata da Kyuzo Mifune nel film The Essence of Judo.
- Chi ha inventato la gogoplata?
- Nino Schembri rivendica di averla inventata intorno al 2000. L'esistenza del kakato-jime nel judo classico suggerisce però una riscoperta più che un'invenzione.
- Cosa c'entra Eddie Bravo con la gogoplata?
- Ha popolarizzato la posizione e la sua variante locoplata nel sistema 10th Planet. Schembri sostiene che si sia limitato a mettere dei nomi su posizioni già esistenti.
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- Perché si chiama omoplataÈ l'unico nome della serie che non è il cognome di qualcuno. Vuol dire semplicemente «scapola» — e da quella parola ne sono nate altre dieci.
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